No Expo – Milano devastata, scontri con la polizia, black bloc infiltrati nella mayday parade di protesta contro Expo

Decine di automobili, negozi e cassonetti incendiati. Bombe carta e vetrine di negozi e banche spaccate con spranghe, asce, martelli e bastoni, semafori distrutti. Bottiglie, pietre e sassi contro gli agenti, contro le pensiline dei mezzi pubblici e contro il cortile dell’università Cattolica a Milano. E’ degenerato in violenza il corteo No Expo di oggi: Milano è stata messa a ferro e fuoco, le azioni più violente nella zona di via Carducci e corso Magenta, vicino alla stazione Cadorna. Gli incappucciati hanno lanciato bombe carta e petardi, costruito barricate. In fiamme la sede della Bnl in piazza Virgilio, la pasticceria Venchi e due negozi in largo d’Ancona. Nelle vie adiacenti lancio di pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Diversi manifestanti sono stati fermati dalla polizia. Tutto è degenerato circa un’ora dopo l’inizio della manifestazione – che alla partenza contava circa 20mila persone – quando il corteo si è spaccato in due tronconi. In testa la parte pacifica, in coda l’ala black block. E è successo nonostante l’imponente dispiegamento di uomini e mezzi (una zona rossa, grate d’acciaio, barricate e un dispiegamento di 2.200 agenti) che ha cercato di proteggere il centro di Milano in una giornata così importante, così com’è quella che ha inaugurato l’Expo. La polizia aveva usato lacrimogeni e idranti per fermare l’azione di danneggiamento che le ‘tute nere’ avevano messo a segno fin da subito. A terra, mentre le forze dell’ordine avanzano tra le macchine bruciate, in zona Pagano, restano tanti caschi, giacche e pantaloni neri: i black bloc si sono cambiati d’abito e sono tornati a mischiarsi alla gente. Intanto diversi titolari e dipendenti di bar e negozi danneggiati dall’azione dei black bloc, in zona Cadorna, stanno raccogliendo con guanti e scopa i vetri e la spazzatura, riposizionando i cestini dei rifiuti.

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