Aperte le frontiere: in Austria migliaia di migranti dall’Ungheria, primi arrivi in Germania

Dopo la mossa a sorpresa dell’Ungheria di fornire pullman ai migranti, da giorni alla stazione Keleti di Budapest, circa 4.500 persone sono state trasportate al confine austriaco con mezzi pubblici. E già in 4 mila, come riferito dalla polizia austriaca, lo hanno varcato. Alla stazione di Keleti è ripreso il normale traffico ferroviario. Il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs ha però sottolineato che non partiranno altri autobus dalla stazione di Budapest per trasportare profughi sul confine austriaco: «La misura è stata unica ed eccezionale, resa possibile da una concertazione fra il premier Viktor Orban e il cancelliere austriaco Werner Faymann», ha detto. La Germania, ha detto il portavoce della polizia tedesca Stefan Sonntag citato dal Guardian, stima di accogliere oggi fino a 10mila profughi provenienti dall’Ungheria attraverso l’Austria: «Non abbiamo ancora dati certi, ma ci aspettiamo tra i 5mila e 10mila rifugiati nella giornata di oggi». A Hegyeshalom, sul confine con l’Austria, è bloccata la circolazione normale a causa del passaggio dei profughi. Gli automobilisti devono scegliere un altro valico per andare in Austria. Nel frattempo, Vienna ha fatto sapere che consentirà ai rifugiati di viaggiare fino alla Germania. Ad annunciare la decisione del governo ungherese di mandare i pullman dai migranti è stato proprio il gabinetto del premier Viktor Orban a seguito di una riunione di emergenza.
Oltre alla stazione della capitale ungherese, dove da giorni oltre duemila rifugiati erano in attesa di treni per l’Austria, è stato stabilito che i pullman trasportassero anche le tante di persone che ieri hanno deciso di iniziare una vera e propria marcia a piedi fino all’Austria. Nella notte, il cancelliere austriaco, Werner Faymann, aveva già fatto sapere che ai rifugiati che stavano cercando di lasciare l’Ungheria alla volta di Austria e Germania sarebbe stato consentito l’ingresso nei due Paesi. Faymann, citato dall’agenzia di notizie Apa, ha anche sottolineato che la decisione è stata presa insieme alla cancelliera tedesca, Angela Merkel. La conferma dell’apertura delle frontiere è arrivata dal cancelliere austriaco Werner Faymann, che ha dato l’annuncio sulla sua pagina Facebook: «Dopo un colloquio con il primo ministro ungherese Viktor Orban e in coordinamento con la cancelliera tedesca Angela Merkel», Faymann ha dichiarato che «a causa dell’attuale situazione al confine ungherese, Austria e Germania acconsentono in questo caso a un proseguimento nei loro paesi del viaggio dei rifugiati», si legge sulla pagina facebook.com/bundeskanzlerfaymann. «Al contempo – prosegue il post -, ci aspettiamo che l’Ungheria rispetti i suoi obblighi europei, compresi quelli derivanti dalla convenzione di Dublino; ci aspettiamo dall’Ungheria la volontà di adempire agli oneri esistenti, sulla base dei programmi proposti dalla Commissione europea: l’equa distribuzione dei profughi e il meccanismo di emergenza previsto, a cui noi oggi contribuiamo». «Il diritto all’asilo politico non ha un limite per quanto riguarda il numero di richiedenti» in Germania. Lo ha detto la cancelliera Angela Merkel in un’intervista pubblicata oggi. «In quanto paese forte, economicamente sano abbiamo la forza di fare quanto è necessario», ha aggiunto. La Germania, ha proseguito Merkel, si assicurerà che ogni richiedente asilo abbia una udienza equa. Tuttavia, la cancelliera tedesca ha ribadito la posizione del suo governo, secondo cui i migranti che non hanno una possibilità realistica di ottenere il permesso di restare nel Paese verranno rimandati indietro nei loro Paesi di origine.  Quello che succede in Ungheria avviene «per due motivi: il fallimento della politica europea e le irresponsabili dichiarazioni di alcuni politici». Hanno il tono dell’accusa alla Germania, mai citata esplicitamente, le dichiarazioni del ministro degli esteri ungherese, Peter Szijarto, all’arrivo per la seconda giornata del Consiglio informale esteri a Lussemburgo. Szijarto spiega che il suo paese ha mandato i bus perchè i migranti «camminavano sulle principali autostrade e ferrovie, creando una situazione pericolosa». Il ministro ribadisce che «l’Ungheria rispetta i regolamenti di Schengen e Frontex» e ricorda che «per il regolamento di Dublino i richiedenti di asilo devono restare nel paese di prima registrazione». Ricorda che a Budapest il parlamento ha introdotto il reato di danneggiamento del ‘murò alla frontiera e istituito «centri di transito e registrazione dei richiedenti asilo, dove si possono presentare le domande che vengono evase in otto giorni al massimo». Szijarto afferma poi che il suo paese ha «registrato tutti i migranti» in transito, ma precisa che essi «sono diventati aggressivi ed hanno rifiutato di farsi prendere le impronte digitali e farsi fotografare dopo certe dichiarazioni». «Tutti abbiamo sentito le dichiarazioni che promettevano accoglienza e registrazione in un paese a prescindere dal modo in cui sarebbe stato raggiunto. Se questo tipo di dichiarazioni viene male interpretato dai migranti o dai trafficanti, ecco cosa succede» ha concluso.

Lascia un commento