Accusato dell’omicidio di Guerrina Piscaglia, arrestato padre Kumbayo Gratien, per i parrocchiani padre Graziano

A quasi un anno dalla scomparsa di Guerrina Piscaglia, è finito in carcere l’unico indagato dell’inchiesta da parte della Procura di Arezzo: il sacerdote Alabi Kumbayo Gratien, chiamato dai parrocchiani padre Graziano, 45enne, originario della Repubblica del Congo. L’arresto è stato deciso anche perché il divieto di espatrio del frate sarebbe scaduto il 25 aprile. La richiesta di arresto era stata avanzata lo scorso 23 febbraio dal procuratore capo della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi e dal pm Marco Dioni che conducono le indagini ritenendo sussistente il pericolo di fuga. Padre Gratien resterà in carcere ad Arezzo. Per il religioso, già indagato per favoreggiamento in sequestro di persona nell’inchiesta sulla scomparsa di Guerrina Piscaglia, la 50enne letteralmente sparita da Ca Raffaello, una frazione di Badia Tedalda (Arezzo) e di cui non si hanno più tracce da un anno, adesso l’accusa è di omicidio volontario e di occultamento o soppressione di cadavere. La richiesta di arresto in carcere è stata avanzata dalla Procura per impedire il pericolo di fuga dell’indagato e di inquinamento probatorio, in relazione alla notevole gravità dei reati contestati a padre Graziano. Secondo la Procura il quadro probatorio nei confronti di padre Graziano è gravissimo, così come emerge dalle «complessive risultanze dell’attività investigativa», sviluppata dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Arezzo. Lo scenario ipotizzato sarebbe quello di un eventuale omicidio fuori dalla canonica della parrocchia di Ca Raffaello, dove il religioso prestava servizio e dove i Ris di Roma non trovarono, all’epoca del primo blitz, nessuna macchia di sangue umano e di un successivo occultamento di cadavere e conseguente soppressione. Alla base del provvedimento ci sarebbero gli indizi raccolti nei confronti del frate soprattutto dalla quasi certezza che fosse nella sua disponibilità il cellulare di Guerrina Piscaglia nel giorno della scomparsa della donna, avvenuta il primo maggio 2014: dal cellulare della donna partì un sms all’indirizzo di un religioso amico di Gratien che la donna non conosceva. Padre Gratien è apparso sereno al momento dell’arresto. Il suo legale Luca Fanfani non ha rilasciato dichiarazioni «fino a che non vedrò l’ordinanza – ha commentato l’avvocato – non rilascerò commenti, ho necessità di capire quali siano gli elementi che hanno portato all’arresto». L’arcivescovo Riccardo Fontana, dopo aver espresso in una nota, “la sua personale vicinanza umana e sacerdotale alla famiglia della signora Piscaglia”, ribadisce che padre Gratien Alabi dal 13 luglio 2014 “non è più incaricato di alcun servizio pastorale nella Diocesi di Arezzo” e che, essendo un religioso dell’Ordine dei Canonici Premonstratensi, “non dipende e non dipese mai dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, se non per il servizio liturgico e pastorale nei pochi mesi in cui fu viceparroco”.

Lascia un commento