Lombardo si è dimesso, la Sicilia alle urne ad ottobre

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, si è dimesso. Il presidente dell’assemblea regionale, Francesco Cascio, ha aperto la seduta alle 18.05 per le comunicazioni del presidente della Regione che ha dato le dimissioni, annunciate da settimane, durante un lungo discorso che ha riguardato anche la sua vicenda giudiziaria. La Sicilia andrà al voto il 28 e 29 ottobre. Sciolta l’assemblea regionale.L’Assemblea regionale resterà in carica fino alle elezioni anticipate. Le dimissioni di Lombardo, infatti, non toccheranno i 90 deputati che nei prossimi tre mesi, per le sole indennità, costeranno più di 4 milioni di euro. Adesso la Regione, «osservata speciale» dal governo nazionale, presa di mira dalle società di rating per il suo debito finanziario, contestata con una manifestazione di piazza da migliaia di precari che invocano una stabilizzazione, sarà guidata dal suo vicepresidente, l’ex pm della Dda di Palermo Massimo Russo, che è anche assessore alla Sanità. Il governo resterà in carica per l’ordinaria amministrazione e non potrà risolvere i nodi che l’isola si trascina da anni, soprattutto quelli di bilancio: su un consuntivo di 27 miliardi l’anno, il debito è di circa 6 miliardi – secondo i dati forniti dallo stesso Lombardo – difficilmente sanabile a causa della crescita del deficit. La legge che avrebbe dovuto recepire alcune norme della spending review nazionale è stata osteggiata fino alla fine. E Lombardo, negli ultimi tre mesi, anche dopo che l’Ars aveva approvato la legge cosiddetta «blocca-nomine», ha dato ben 130 incarichi. Riferendo in aula sulla vicenda giudiziaria che lo vede imputato coatto con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa dalla procura di Catania il governatore ha dichiarato: «C’è stata una ben orchestrata fuga di notizie da parte degli organi di stampa. Avrò il diritto di far conoscere ai siciliani le particolarità di una indagine che non è mai stata compiuta, perché avrebbe potuto mettere in discussione una sentenza già emessa». «Mai come in questi quattro anni – ha detto – erano stati intaccati gli interessi mafiosi». Annunciando le sue dimissioni nel parlamento siciliano, Raffaele Lombardo ha fatto riferimento alle polemiche sul rischio default della Sicilia parlando di «tattica politico-mediatica disonesta e criminale» che ha «infangato» la Regione a livello internazionale.

«La mia è una scelta lucida e ragionata, mi auguro che si possa aprire nuova fase governata da uomini liberi e non intruppati che lavorino contro l’ascarismo e il trasformismo», ha detto ancora Lombardo. «Lascio la presidenza e qualsiasi carica politica senza rimpianti e con orgoglio».

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