Il 27 agosto vedremo Marte grande come la Luna, e il mio pene grande come quello di Rocco Siffredi, facciamo chiarezza sull’ennesima bufala estiva

Ci sono bufale “una tantum”, ossia che si presentano una volta soltanto, ed altre che potremmo definire “cicliche”, ossia che riemergono periodicamente con una certa puntualità. Quella di Marte che a giorni sarà visibile dalla Terra con le stesse dimensioni della Luna fa parte decisamente di quest’ultima categoria: circola in rete da anni, ed ha raggiunto una fama tale da essersi persino meritata una voce riservata sulla Wikipedia in lingua inglese. La bufala ha iniziato a circolare nuovamente in questi giorni, grazie ad un’immagine molto condivisa sui vari social network: secondo quanto viene raccontato, il 27 agosto Marte sarà molto vicino alla Terra e sarà quindi visibile ad occhio nudo, risultando grande quanto la Luna. Sempre in base a quanto spiegato nell’immagine, si tratterebbe di un raro fenomeno astronomico che si ripeterà solamente nel 2287. La prima volta che questa storia è stata raccontata risale al 2002, grazie ad una catena di Sant’Antonio via mail che spiegava come il 27 agosto 2003 Marte e la Terra sarebbero stati vicini come non capitava da migliaia di anni. Per quanto il messaggio fosse grossomodo corretto, quella mail fu malinterpretata ed arricchita del particolare secondo il quale il Pianeta Rosso sarebbe stato grande quanto il nostro satellite nel cielo della Terra. Il messaggio, come detto, è formalmente corretto: il 27 agosto del 2003 i due pianeti sono stati più vicini di quanto accaduto in circa 60.000 anni, e per avere nuovamente una simile prossimità sarà effettivamente necessario aspettare fino al 2287. Ma la variazione è davvero ridotta per produrre effetti come la possibilità di vedere Marte nel cielo grande quanto la Luna (peraltro, se questo accadesse, il Pianeta Rosso influenzerebbe in modo molto violento la gravità e le maree terrestri). La Terra e Marte orbitano intorno al Sole lungo due orbite ellittiche che giacciono all’incirca sullo stesso piano: la loro distanza relativa muta infatti continuamente, spostandosi tra un massimo ed un minimo (detto “opposizione”). Tra un’opposizione e l’altra trascorrono di norma poco più di due anni: l’ultima si è verificata nell’aprile 2014, quando i due pianeti hanno viaggiato nello spazio ad una distanza di 92,4 milioni di km; la prossima sarà invece nel maggio 2016, quando la distanza sarà pari a 75,3 milioni di km. Nel 2003 la Terra e Marte sono stati separati da 54,6 milioni di km: anche se sarà necessario attendere il 2287 per avere un’altra opposizione di questo livello, già nel 2018 la distanza sarà ridotta ad “appena” 57,6 milioni di km. Ad ogni modo, anche in questi casi Marte non apparirà molto diverso rispetto a quello che possiamo solitamente vedere nel cielo: sarà sempre un puntino nel cielo vagamente rossastro, al massimo leggermente più luminoso. Cosa che non accadrà certamente nei prossimi giorni: c’è stata un’opposizione nel 2014 e ce ne sarà una nel 2016, e come avrete forse intuito al momento la Terra e Marte sono nei punti reciprocamente più distanti delle loro orbite.

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