All’IFA 2015 Huawei anticipa Apple con il nuovo Mate S, dotato ditecnologia Force Touch riconosce la pressione del dito e si carica in10 minuti,

Lo smartphone è un’estensione della persona, la tecnologia touch “make the connections”. Lo slogan utilizzato da Richard Yu, il Ceo di Huawei Consumer BG per presentare i nuovi telefonini della casa cinese all’Ifa (la presentazione è andata in scena in realtà lontano dai padiglioni della Fiera e nel cuore della vecchia Berlino Est) rende bene l’idea di uno dei filoni che caratterizzano l’edizione 2015 della grande kermesse europea dell’elettronica di consumo. E cioè quello di apparecchi mobili capaci di offrire un’esperienza d’uso sempre più personalizzata, che trova sponda nella cura maniacale dei dettagli a livello di design e si concretizza in “add on” funzionali (molte dei quali legati alla componente tattile) che promettono per l’appunto un utilizzo evoluto e innovativo (anche se per alcuni aspetti fine a sé stesso) del dispositivo. Se fra i primi annunci di peso di Ifa ci sono due smartphone, il Mate S di Huawei e l’Xperia Z5 di Sony, non c’è da stupirsi più di tanto. La vita digitale e smart che la tecnologia ci promette non può che passare – oltre che da Tv, frigoriferi, impianti hi-fi, visori e via dicendo – anche dal cellulare. Ovviamente intelligente. Il nuovo top di gamma del produttore cinese, il Mate S, si presenta con un’estetica segnata dalla curvatura elegante della scocca unibody in metallo riflesso (i bordi offrono un doppio taglio realizzato con il diamante) e da uno spessore che nella parte più sottile si riduce a soli a 2,65 mm. Lo schermo è di taglia “phablet”, da 5,5 pollici a risoluzione Full Hd (401 ppi e livello di saturazione del colore pari al 105%) e su questo fa capolino il rivestimento con tecnologia Gorilla Glass di quarta generazione. Le dimensioni complessive sono inferiori a quelle dell’iPhone 6 Plus, e precisamente 149.9 mm di altezza per 75.3 mm di larghezza. Fra i punti di forza del Mate S, almeno fra quelli enfatizzati da Huawei, c’è il sensore di impronte digitali posto sul retro dell’apparecchio. Alle scontate migliore in fatto di sensibilità e di velocità di riconoscimento fanno eco una serie di capacità gesture (proprie della tecnologia Fingerprint Sense 2.0) che permettono di gestire alcune operazioni (aprire la tendina delle notifiche, scorrere le immagini in galleria, scattare selfie, rispondere alle chiamate e altre ancora) utilizzando il sensore come una sorta di touchpad. A livello software l’altra new entry è Knuckle Sense 2.0, e cioè funzionalità touch legate all’uso delle nocche per gestire meglio attività quali per esempio la registrazione di video, la riproduzione dei file musicali o l’accesso alla fotocamera. La vera novità, per altro non così esaltata in sede di presentazione, è il supporto alla tecnologia Force Touch, annunciata come uno dei plus del nuovo iPhone 6S e già integrata da Apple su Watch e MacBook (il nome, Force Touch, è lo stesso usato da Apple). Huawei l’ha integrata nel Mate S e i risultati sono quelli di un sistema in grado di riconoscere la pressione del dito, di effettuare lo zoom di un’immagine della gallery o di definire scorciatoie su uno degli angoli dello smartphone per avviare delle app predefinite. Siamo al primo esperimento su questa tecnologia e si vede ma la sensazione è che ci sia un mondo di possibilità da scoprire, a cominciare da quella, già presente, di trasformare il telefono in una bilancia per pesare oggetti di piccole dimensioni. La camera digitale vanta un sensore da 13 megapixel a quattro colori, con stabilizzatore ottico, vetro zaffiro e processore Isp dedicato. È ancora una volta sul software che Huawei ha lavorato per rendere il suo smartphone diverso dagli altri e renderlo un apparecchio da usare con impostazioni manuali in grado di offrire un’ampia gamma di controlli, filtri in serie e impostazioni già bilanciate per lo scatto in bianco e nero. La fotocamera frontale da 8 Megapixel, invece, si distingue per un Led per illuminare (senza abbagliare) il viso durante i selfie in condizioni di scarsa luminosità ambientale. In ordine sparso, ulteriori pregi dichiarati (e non testati) del Mate S sono la funzionalità di stampa wireless con lo standard Mopria, l’autonomia della batteria di oltre un giorno e la possibilità di garantirsi una ricarica per due ore di conversazione in soli 10 minuti. La connettività di rete mobile è naturalmente Lte e fa pendant al supporto Dual Sim che offre la libertà di utlizzare una seconda scheda telefonica (sempre 4G) nello slot altrimenti dedicato a ospitare una scheda microSd. Notevole la presenza di tre microfoni direzionali per meglio gestire le sessioni di chiamata. Huawei ha confermato i costi per il suo nuovo gioiello e la sensazione è che abbia forse sparato alto: la versione Classic con 32 Gbyte di memoria interna entrerà infatti a listino (da metà mese scattano i preordini anche per il mercato italiano) a 649 euro e quella con 64 Gbyte a 699 euro. Il modello di lusso con tecnologia Force Touch e 128 Gbyte di spazio di storage arriverà invece più avanti ed è scontato che costerà decisamente di più.

https://www.youtube.com/watch?v=i7pLyruHJDQ

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