Lega Pro, play off – L’Ascoli battuto 4-2 dall’arbitro, la Reggiana espugna il Del Duca condannando il Picchio a restare in terza divisione, le dichiarazioni del presidente Bellini

ascoli reggiana 4 2La sensazione di tenerezza che riescono ad infondere  i teramani quando arrivano sui blog e i siti che trattano dell ‘Ascoli Picchio, senza contare il profilo ufficiale di facebook della società di Corso Vittorio Emanuele. La prova del nove, come se ce ne fosse il bisogno, di chi non è mai stato abituato a vivere di calcio professionistico. Parto da qui per raccontare quello che è successo oggi al Del Duca, con il Picchio che è stato superato per 4 a 2 dalla Reggiana con il supporto non richiesto (o si?) di un arbitro che boh.. forse l’hanno pescato dal fustino del dixan. Un arbitraggio scandaloso, non all’altezza della situazione. Forse qualcuno nella lega pro non ha ancora capito cosa vuol dire giocare al Del Duca, soprattutto in un match importante come questo. Una cornice di pubblico che non è da play off, i tifosi ascolani hanno sempre riempito lo stadio, in casa ma soprattutto in trasferta. Anche in match molto meno importanti di questo. E allora mandiamo ad arbitrare una partita valevole per i play off il primo che capita, e facciamo andare in serie B squadre con un seguito una tantum. La verità è che agli ascolani non gliene frega un cazzo se l’Ascoli sta in serie A piuttosto che in serie C, lo stadio lo riempiono sempre, ci sono altre società, altre squadre che il prossimo anno giocheranno in serie B e alla quarta sconfitta diserteranno lo stadio. Una società nuova di zecca, l’Ascoli Picchio. E’ vero, magari senza esperienza, ma sana, che di questi tempi è un lusso nel calcio che conta. E allora via, continuiamo a falsare le partite con personaggi che chiamano arbitri. Se fossi il presidente Bellini me ne andrei, e non darei piu un euro a questa lega che non merita una società come quella dell’Ascoli. Ma fortunatamente o sfortunatamente, dipende dai punti di vista, il presidente Bellini è abituato ad uno sport sano, nord americano, molto lontano da una cultura sportiva italiana diretta dai piani alti da personaggi che non voglio giudicare, i fatti sono sotto gli occhi di tutti.

Le dichiarazioni del Presidente Bellini nel post partita

Io non ho mai visto un arbitro cosi. Mai visto. Ma io non me la prendo con l’arbitro, me la prendo con quelli che decidono chi mandare qui. Con una partita secca, di finale, mandare un arbitro e un segnalinee incompetenti, è impossibile, hanno rovinato un annata di investimenti e di lavoro, io me la prendo con la lega, o con chi decide di questi arbitri, perchè se continua cosi di investimenti non ce ne saranno piu, e questa lega pro finisce. Sui ragazzi in campo sono molto fiero, hanno lottato dieci contro undici  e alla fine hanno anche pareggiato ma il goal è stato annullato per un off side inesistente. Nei miei modi di fare  si gioca per giocare, se la lega non deciderà di adottare la moviola in campo è inutile per me sprecare soldi. Alla fine non è nemmeno con la bocca amara che ti lasciano, ti lasciano con la sensazione che c’è qualcosa dietro che non riesco a capire, perchè io vivo in un altro mondo. Come si fa a mandare una persona incompetente ad arbitrare una partita cosi?  Deve essere stato deciso da qualcuno non da me. La squadra ce l’abbiamo per il prossimo anno, dobbiamo soltanto inserire un paio di giocatori, è successo un casino a febbraio e a marzo per gli infortuni, senza questi imprevisti questa squadra vinceva il campionato. Il mister resta con noi lui ha un contratto di due anni e io lo rispetto. Come fai a pensare a un mister che va via quando è partito con una squadra tutta nuova, è arrivato ai play off ed è stato battuto dall’arbitro. Sono molto deluso dal sistema burocratico amministrativo vecchio antico che non funziona. Io ho detto che resterò tre anni, però se continua cosi non sono io che me ne vado ma saremo in tanti  a lasciare questo calcio perchè cosi non ha senso. Chi è sopra di noi deve prendere decisioni giuste e non le prende.

La partita

In uno stadio “Del Duca” gremito come non mai in questa stagione l’Ascoli affronta la Reggiana per il primo turno dei playoff di Lega Pro. I bianconeri hanno chiuso il campionato al secondo posto con 71 punti, figli di 19 vittorie, 14 pareggi e 5 sconfitte (nessuna in casa), gli emiliani si sono classificati a sorpresa terzi a quota 65 con un ruolino di 18 successi, 11 pareggi e 9 ko. Petrone punta sull’amato 4-2-3-1, con Perez riferimento offensivo supportato da Nardini, Grassi e Tripoli. A centrocampo rientra Pirrone con Addae, in difesa c’è Pelagatti in mezzo in coppia con Mengoni. Colombo sceglie Ricci al posto di Giannone per comporre il tridente offensivo con Ruopolo e Siega, in cabina di regia c’è Vacca, duo centrale di difesa formato da Spanò e De Giosa. Bellissimo colpo d’occhio al Del Duca, con oltre 700 tifosi giunti da Reggio Emlia e Curva Sud gremita in ogni ordine di posti (7452 spettatori totali per 102.619 euro di incasso). Presenti in tribuna tutti i massimi dirigenti, con il ritorno del presidente Bellini accompagnato dalla moglie Marisa. C’è anche Giorgi vestito con una maglia bianconero numero 21 del suo ex compagno di squadra Luci. Grassi scalda i guantoni del portiere emiliano Feola in avvio di gara con una punizione tesa da posizione laterale. La prima svolta del match arriva al minuto 9, con Avogadri che stende in area Siega e l’arbitro indica il dischetto espellendo il difensore bianconero per fallo da ultimo dubbio (decisione dubbia). Dagli undici metri si presenta Bruccini che spiazza Lanni con un perfetto piatto destro rasoterra. L’Ascoli non rinuncia ad attaccare nonostante l’inferiorità numerica e raggiunge subito il pareggio con un poderoso colpo di testa di Pelagatti su preciso calcio piazzato a rientrare di Grassi dalla destra. Lo stesso Bruccini prova il bis su calcio piazzato dal limite al 24′ ma il pallone finisce di molto sopra la traversa. Risponde sempre Grassi con una maledetta dal vertice destro dell’area che non termina troppo distante dal legno centrale. La Reggiana stenta ad impossessarsi del pallino del gioco, con gli uomini di Petrone che si battono su tutti i palloni supportati da un pubblico straordinario. Perez al 40′ difende un buon pallone in area emiliana, scarico per l’accorrente Grassi che di prima intenzione col mancino non inquadra lo specchio della porta. Nel finale di prima frazione si segnala solo un sinistro dalla distanza di Mignanelli bloccato a terra senza problemi da Lanni. Al duplice fischio di finale dure proteste di Petrone e Lovato all’indirizzo dell’arbitro Morreale. Ad inizio ripresa chance ghiotta per Ricci in area bianconera dopo una sponda di Ruopolo, ma il suo sinistro da ottima posizione si impenna sulla traversa. Subito dopo tentativo dal limite col mancino di Angiulli, pallone abbondantemente out. La Reggiana alza i giri del motore e Colombo decide di schierare al 59′ il talentuoso Giannone al posto di un deludente Ricci. Petrone vede Tripoli stanco e lo sostituisce con Mustacchio, con i bianconeri schiacciati nella prima metà campo dagli emiliani. Angiulli sfiora il palo al 71′ con un potente rasoterra mancino dai 20 metri, subito dopo Petrone butta nella mischia Altobelli al posto di Pirrone (discreta la prova del regista siciliano). Colombo sceglie il croato Petkovic al 74′ al posto di Siega per provare a scardinare con le giocate aeree il bunker ascolano. Al minuto 82 esplode il Del Duca grazie a Mustacchio, che con un tiro sporco col mancino su corner di Grassi batte Feola con l’aiuto del palo. Petrone alza i centimetri difensivi inserendo Mori al posto di Grassi, con la Reggiana che prova a riversarsi con la forza della disperazione in area ascolana (c’è l’esperto Alessi per Vacca). Giannone ci prova due volte con il sinistro, nella prima circostanza respinge bene Lanni, il secondo tentativo termina di poco out. Ruopolo nel primo dei quattro minuti di recupero sfiora l’incrocio dei pali con una temibile conclusione a giro. Passano 60 secondi e cala il gelo sul Del Duca: Lanni para alla grande un tiro potente di Petkovic, la difesa bianconera non è lesta ad allontanare e Spanò riesce in spaccata a scaraventare il pallone in fondo al sacco regalando i tempi supplementari ai suoi. La Reggiana fa la partita nel primo tempo supplementare, con Giannone che al 96′ ci prova dal limite col sinistro trovando la pronta rispota di Lanni. Subito dopo sinistro a giro del possente Petkovic che finisce non di molto sopra la traversa. La Reggiana continua a premere e nell’ultimo minuto del primo tempo supplementare passa con Ruopolo, che deposita in rete a porta sguarnita dopo un assist dal fondo di Andreoni. Ad inizio secondo tempo supplementare annullato un gol ancora a Mustacchio per fuorigioco (apparso dubbio) dopo una bella spizzata di Perez su cross di Mengoni. I giochi si chiudono al minuto 110, con Petkovic che parte in contropiede, serve Ruopolo, assist comodo per Giannone che tutto solo supera un Lanni incolpevole. Qualche parapiglia in tribuna, con i ragazzi della Sud che non rinunciano ad incitare la squadra. I giocatori in campo perdono le staffe e si fanno espellere in successione prima Perez e poi Altobelli per interventi durissimi su Angiulli e Mignanelli. Finisce con tanta amarezza la corsa dell’Ascoli verso la Serie B, in semifinale passa la Reggiana che dovrà vedersela con i Bassano.

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