La Befana, tra storia e leggenda

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Il 6 gennaio si festeggia l’Epifania, molti si riferiscono a questo giorno con il termine “befana”.  Il termine “Epifania” deriva dal greco epifaneia e significa apparizione, manifestazione divina. L’evento è importantissimo in quanto si tratta della prima apparizione pubblica di Gesù. E’ una delle più grandi feste religiose Cristiane e rappresenta tradizionalmente l’adorazione da parte dei Magi: essi erano probabilmente degli astronomi che avevano notato apparire un nuovo astro, ed avevano interpretato questo fenomeno celeste come annuncio della nascita di un re. O probabilmente erano sacerdoti zoroastriani, che secondo il Vangelo di Matteo giunsero da Oriente a Gerusalemme esattamente 12 giorni dopo la nascita di Gesù.  La storia dei re Magi è una leggenda che nasce molto lontano, in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, ispirata all’oracolo di Balaam, identificato con Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele. Dal Vangelo di Matteo abbiamo solo riferimenti ai tre doni, l’oro, l’incenso e la mirra; il numero tre ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafet. Un aspetto della storia dei magi è il loro nome. La religione cristiana attribuisce ai magi i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech, che significa RE. Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la sua regione di provenienza, infine abbiamo Gaspare, per i greci Galgalath, che significa signore di Saba. Ancora oggi il culto del magi non è dimenticato, la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant’Elena e poi portati a Costantinopoli. I corpi dei Re Magi erano intatti, essendo stati trattati con balsami e spezie, e mostravano dal volto e dalla capigliatura età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni. Nel 1034 pare che queste reliquie fossero trasportate a Milano in un’arca e depositate nella chiesa di Sant’Eustorgio, ricca di simbolismi legati ai tre re e ancora oggi luogo di pellegrinaggio. Nella cattedrale della città tedesca di Colonia è conservata l’arca che conterrebbe, secondo la tradizione, le reliquie dei Magi. Il viaggio delle spoglie dei Magi attraverso Italia, Francia, Svizzera e Germania lasciò traccia perfino nei nomi: “Ai tre Re”, “Le tre Corone” e “Alla stella”, sono appellativi frequenti di locande e osterie. Da allora le reliquie riposano a Colonia in un’arca preziosa d’argento dorato, fatta confezionare dal successore di Reinald, Filippo di Heinsberg, nella chiesa di San Pietro, trasformata successivamente nella cattedrale gotica di Colonia.  I doni dei Magi hanno un significato fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina: l’oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l’incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale. Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini: questa tradizione si incrocia con la leggenda della Befana. La befana appartiene alle figure legate alle festività natalizie. Secondo la tradizione italiana la Befana fa visita ai bambini il sei Gennaio, durante la notte dell’epifania, per riempire le calze. La befana viene descritta come una vecchia che vola su una scopa, ma a differenza delle streghe è sorridente e ha una borsa piena di regali per i bambini buoni,ma anche di carbone per i bambini che non sono stati buoni. L’origine della befana è dovuta a tradizioni pagane, infatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie. L’aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell’anno vecchio: una volta concluso, lo si può bruciare come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all’inizio dell’anno. Mentre l’uso dei doni assume un valore per l’anno nuovo. Secondo una versione cristianizzata, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una signora anziana. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito la donna si pentì e dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolci ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

Esistono numerose filastrocche riguardo alla befana, tra le più famose:

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
Viva, Viva La Befana!

da cui deriva la variante:

La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
Col vestito alla romana
Viva, Viva La Befana!

Buona Epifania a tutti

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